La storia di un grande attore che ha saputo dire No “Al Vizio” del gioco, le info

Gino Lavagetto un grande che ha lasciato il segno

Ecco una bella storia, riportata anche sulla guida casino online più conosciuta in Italia, quella di un grande attore come Gino Lavagetto che è passato dal Western ad Incantesimo (serie TV), storia che si è “srotolata” tra episodi di poker e di casinò e che lo ha visto coinvolto in situazioni “pericolose”, ma non drammatiche, alle quali con caparbietà tipica del proprio carattere, si è saputo opporre quando ha compreso che non c’è “battaglia vinta” contro il vizio del gioco, quale ne sia il tipo che ci sta coinvolgendo. Che si parli di partite di poker tra amici, che poi diventano magari “qualcosa di più” o che si passi dai tavoli verdi dei casinò (ma qui non si parla di casinò online), è sempre uguale: il “vizio o la dipendenza” può fare sempre capolino e bisogna affrontarli con determinazione e responsabilità. E se è il caso anche farsi aiutare.

Ora, Gino Lavagetto da piccolo aveva il privilegio di sedere dietro a signori che giocavano a briscola, scopa, tresette nel bar vicino al negozio di frutta e verdura della madre e qualche volta aveva persino accesso alle salette private dove si giocava a poker, quello a cinque carte ovviamente. Ed anche suo figlio Fiodor, quando il padre organizzava le partite private a casa sempre tra amici e per puro divertimento, si metteva a guardare. Magari proprio in quei momenti e proprio dal padre ha imparato a stare ai tavoli da gioco che frequenta come professionista.

Per fare poi una breve storia di questo grande attore, e per chi ovviamente non lo conoscesse, si può dire che è nato a Genova nel 1938 e che è passato dai film western degli anni ’70 a lavorare con Alberto Sordi quando impersonava il Professor Guido Tersilli nell’epico “Medico della mutua”, sino a riprendere un botto di popolarità televisiva quando ricoprì ruoli primari in serie come “Castigo”, “Incantesimo” ed altre ancora. Oggi, il “vecchio attore” del periodo dei film western ha ricordi confusi poiché sono lavori di quasi cinquant’anni fa… poi un grande salto nel teatro, tantissimo teatro: ma come si sa conta spesso un passaggio di qualche minuto sulle principali emittenti televisive più che anni di palcoscenico.

Tanta popolarità, in ogni caso, in tutti questi anni, tanto benessere con tantissimi guadagni. Ed in questa vita così vissuta quale può essere stato il rapporto con il gioco? Questo attore ed il gioco hanno sempre avuto un rapporto alquanto particolare. Giocava al casinò e gli piaceva tantissimo e giocava regolarmente quando era in giro per spattacoli sino a quando in una visita al Casinò di Venezia perse praticamente tutto ciò che aveva guadagnato in una intera stagione teatrale: ebbe la forza di smettere subito, senza problemi, forse anche sostenuto dal forte carattere e non ha mai più sentito né il bisogno né la voglia di tornare a giocare.

Con il poker per esempio era “bravino” (come dice lui stesso) ed il bilancio personale è anche buono. Ma ad un certo punto incappò in una serie di partite “perdenti” che lo convinsero a smettere anche con il poker. In quel tempo pensava che la “rotta (negativa) si poterre invertire, ma il vento non cambiava”: per fortuna ebbe la forza di volontà di limitare le perdite, ma come era successo con i tavoli verdi del Casinò (Venezia in testa), decise di smettere di punto in bianco anche con le carte.

Autore dell'articolo: Andrea Minolli

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