“Da Mons. Babini solo parole di odio e discriminazione”
I
ntervento di Alessandro Iberi, presidente dell'Arcigay di Grosseto
Grosseto: Il Comitato Provinciale Arcigay “Leonardo da Vinci” di Grosseto esprime per l’ennesima volta in pochi mesi il suo sconcerto nei confronti delle parole del Vescovo Emerito di Grosseto Mons. Giacomo Babini rilasciate al sito Pontifex, stavolta relativamente alla questione dei sacerdoti gay messa in luce dal settimanale “Panorama” (clicca quì per leggere l'articolo).
“Nell’intervista – spiega Alessandro Iberi, presidente Arcigay - Mons. Babini ribadisce la sua idea distorta, anacronistica ed antiscientifica di omosessualità (“vera perversione contro natura”) già espressa in passato in varie occasioni, ma non manca di lanciarsi in affermazioni addirittura più gravi, asserendo: “La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, é addirittura più grave della pedofilia” e “Io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si penta e soffre della sua condizione che di questi viziosi. Le dico di più, se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come é il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti".
Ci auspichiamo che da parte della Chiesa e delle Istituzioni vi sia una ferma condanna di questi vaneggiamenti al limite dell’inverosimile, secondo i quali un individuo omosessuale è un vizioso con il quale è necessario essere intransigenti, mentre un pedofilo è semplicemente un figlio che sbaglia e merita misericordia in caso di pentimento.
Da parte nostra ci stiamo mettendo in contatto con le numerose Associazioni nazionali che hanno intenzione di percorrere anche le vie legali per contrastare in maniera ferma e decisa queste affermazioni deliranti e colui che le ha pronunciate: non è concepibile che in un Paese che si definisce civile siano tollerate parole di siffatta gravità, provenienti per di più da un uomo di Chiesa.”
“Ricordiamo a Mons. Babini – prosegue Iberi - che la pedofilia (oltre ad essere catalogata in ambito psichiatrico come patologia, in quanto disturbo del desiderio sessuale) secondo la normativa italiana ed internazionale costituisce reato se tradotta in molestie e violenze a danno di minori; per contro l’omosessualità, in quanto variante naturale dell’orientamento sessuale, è stata già da tempo rimossa dal novero dei disturbi del comportamento da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed in numerosi Paesi (europei e non solo) è tutelata dal punto di vista legislativo mediante il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso.
Speriamo infine che Mons. Babini si renda conto che con le sue parole non ha offeso solo la comunità gay, lesbica, bisex e transgender, ma soprattutto tutti quei bambini, bambine, ragazzi e ragazze che assieme alle proprie famiglie hanno dovuto affrontare il terribile spettro della pedofilia.”
NOTIZIE LOCALI 


