Rifiuti: a Vedelago si ricicla tutto
Firenze: Fino a Treviso per studiare le eccellenze italiane in tema di rifiuti e magari replicare modelli di gestione e tariffazione per scongiurare un'emergenza toscana nei mesi scorsi appena sfiorata ma non del tutto superata.
Il presidente della commissione Speciale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti urbani del Consiglio regionale toscano Paolo Marcheschi (Pdl-Fi), accompagnato dalla consigliera Bruna Giovannini (Sd), si è recato a visitare, stamani lunedì 28 settembre, il Centro Riciclo di Vedelago.
Una struttura ormai nota per mettere in pratica la strategia "Rifiuti Zero" che dal 1999 gestisce un impianto di stoccaggio e selezione meccanica ai fini del recupero di materiali. Ricorsa per anni ad inceneritori e discariche per quella piccola
percentuale di secco non riciclabile perché sporco o non recuperabile, grazie alla ricerca e ad una collaborazione con l'Università di Padova, è riuscita a creare la cosiddetta "sabbia sintetica". Un granulato di plastica realizzato con la frazione
secca non riciclabile che consente di annullare quasi totalmente la produzione di rifiuti residuali grazie alla collocazione sul mercato di tutte le tipologie trattate e conferite.
"Si tratta - ha spiegato Carla Poli - di un prodotto innovativo che ad esempio in campo edile è utile alla creazione di pavimenti alleggeriti".
Tutta l'attività del Centro (oltre ai Comuni della Provincia di Treviso a Vedelago consegnano anche i Comuni della Provincia di Belluno, Udine, Capannori e Lucca, che a detta dei responsabili non fa una raccolta pregiata se si considera il 26 per
cento di scarto, per un bacino di utenza servito di circa 1.150.000 abitanti ndr), consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere
le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi.
L'impianto di produzione del granulato "sabbia sintetica", è stato visitato e spiegato nel dettaglio alla delegazione toscana. "Qui conferiscono scarti da selezione interna e da impianti di selezione di terzi" ha spiegato Poli. "Il processo di lavorazione consiste nella triturazione del materiale che viene poi depurato dai materiali ferrosi e non ferrosi (alluminio). A seguire la fase diestrusione e la granulazione nella dimensione voluta". Secondo i dati forniti alla delegazione, la capacità di trattamento dell'impianto è pari a 3 tonnellate l'ora.
Visitato anche l'impianto di selezione e pressatura dove conferiti differenziate da rifiuti industriali, commerciali, artigianali, agricoli e di servizio.
I rifiuti conferiti sono sottoposti a selezione manuale per togliere le frazioni non compatibili e quindi scaricati in una pressa per la riduzione volumetrica in balle.
Lo scarto sporco e non riutilizzabile, viene trasferito all'impianto interno di produzione del granulato "sabbia sintetica". "La capacità di trattamento dell'impianto - ha aggiunto Poli - dipende dalla tipologia, dallo stato di conferimento e dal peso delle singole partite di rifiuto da trattare. In considerazione della disomogeneità delle miscele di rifiuti conferiti si può
prevedere una capacità di trattamento media di 35 tonnellate giorno".
L'impianto di selezione del multimateriale da raccolte urbane e selezione plastiche, raccoglie invece rifiuti urbani prodotti da utenze domestiche, commerciali, artigianali e di servizio. La lavorazione consente la separazione meccanica dei vari
componenti della miscela di rifiuti multimateriale. La frazione plastica viene poi ulteriormente selezionata per tipologia e per colore. Il materiale viene depurato delle frazioni non conformi a specifiche richieste (scarpe vecchie, giocattoli,
ecc.) e dal materiale rimasto viene prelevata la frazione ferrosa. L'alluminio viene convogliato ad uno specifico cassone di raccolta, la plastica aspirata e inviata ad una piattaforma di selezione spinta dove viene separata per colore e per polimero.
Segue la fase di pressatura per la riduzione in balle delle varie tipologie di plastica.
Lo scarto finisce al centro produzione del granulato "sabbia sintetica".
"L'impianto - ha continuato Poli - ha una capacità di trattamento di 6 t/ora, posto che il materiale da trattare presenti peso specifico medio pari a 0,2 t/mc".
"Vedelago è l'esempio di un salto culturale che la Regione Toscana non ha ancora fatto - ha detto la consigliera Bruna Giovannini - considerare i rifiuti una risorsa e incidere in tutte le parti del sistema con una raccolta differenziata impostata realmente su riciclo, riuso e mercato. Questo centro di riciclaggio dimostra inoltre che si può fare a meno degli inceneritori". In sostanza la consigliera Giovannini ha verificato sul campo che "per risolvere il problema dei rifiuti occorre impostare
correttamente tutto il sistema in ogni sua parte e non lasciarsi prendere da soluzioni improvvisate".
"La filosofia di gestione sostenibile dei rifiuti urbani - ha commentato il presidente della commissione lasciando il Centro di Vedelago - deve ruotare attorno ai concetti di minima produzione, efficiente sistema di raccolta e smaltimento". "Il
problema rifiuti, dal caso Campania ormai divenuto emergenza e tema di scottante attualità, deve essere affrontato nel suo complesso. Dalla raccolta, al conferimento, al trattamento fino all'ultimo anello della catena rappresentato dallo smaltimento". "Adottare misure preventive generali di riduzione dei rifiuti prodotti - ha continuato Marcheschi - unitamente all'impiego di metodiche di raccolta che disincentivano la produzione del singolo utente e l'applicazione di una tariffa
rapportata all'effettivo conferimento, rappresentano la scommessa da accettare"
"Accanto alla raccolta porta a porta, la Toscana deve ripensare il proprio sistema, ogni anello del ciclo non può essere svincolato da quello che lo precede e lo segue, non solo per avere un abbattimento nei costi del servizio, ma anche per realizzare un comportamento virtuoso utile per l'ambiente".



