8 anni dalla scomparsa, le torri gemelle ancora nel cuore degli americani
di Roberta Bogi Pagnini
Grosseto: Sono passati 8 anni ma ancora sui volti degli americani che hanno vissuto la tragedia dell'attacco alle Twin Towers e di tutti gli abitanti del mondo che in quel giorno si trovavano davanti alla tv a guardare le terrificanti immagini dell'attentato, il ricordo non si è sbiadito. Brucia ancora come le fiamme che avvolsero le torri gemelle, fa male come il fumo negli occhi che colpì i tanti lavoratori e passanti che quella mattina erano nel punto che oggi viene definito Ground Zero.
Un'enorme fossa in fase di ristrutturazione dove operai lavorano giorno e notte per rimettere in piedi qualcosa che non potrà mai tornare come prima.
C'è il silenzio a Ground Zero, una nuvola surreale che ricopre il cielo anche nelle giornate di sole; qualche martello pneumatico e il cigolio delle gru si sente nell'aria ed è smorzato dai flash dei tanti curiosi che si affacciano alle reti di recinzione per vedere cosa è rimasto di quel'11 settembre di 8 anni fa.
Una bandiera dell'america insieme ad una corona di fiori campeggia al lato del cantiere.
Nelle strisce bianche e rosse ci sono scritti tutti i nomi delle 2974 vittime, mentre di fronte alle torri fantasma un museo ricorda la loro scomparsa.
C'è il silenzio intorno a ground zero, c'è il silenzio delle vittime, c'è il silenzio dei ricordi, delle lacrime, del dolore, un ricordo difficile da cancellare, un ricordo che non potrà mai essere rimosso dai pensieri, dagli occhi e dal cuore.
Oggi, Obama sarà al Pentagono per rendere omaggio ai caduti, mente il vice presidente Joe Biden parteciperà alla cerimonia ufficiale a Ground zero dove verranno letti i nomi di tutte le vittime.
Ieri, intanto, il Congresso ha reso omaggio ai 44 passeggeri del volo 93 della United Airlines precipitato in Pennsilvania ma che era destinato a schiantarsi su Capitol Hill.
Procedono lenti i lavori della Freedom Tower a Ground Zero, la torre che insieme ad altri 4 grattacieli, ad una cascata, un parco e un monumento andranno a sostituire quelle che erano le torri simbolo della capitale finanziaria.
Come procede lenta nella cultura popolare degli americani la concezione che quelle due torri tanto amate che svettavano alte nel cielo, imponendosi su tutta l'isola di Manhattan da 8 anni a questa parte non ci sono più.
Non esistono ma sono raffigurate ovunque, nei souvenir, sulle magliette, nei poster; ancora ci sono loro ricoperte di neve nelle sfere di vetro posizionate in perfetto ordine negli scaffali dei negozi.
Sono passati 8 anni, sono passate le fiamme, il fumo e le macerie si stanno piano piano esaurendo.
E' cambiata l'America del capitalismo mondiale, è cambiata l'america repubblicana di Bush che ha lasciato il posto al democratico Obama.
C'è la crisi a New York come in ogni parte del mondo, ma c'è stata aria di novità in america con l'elezione del primo presidente di colore.
Il denaro circolerà di meno,è vero, ma la coscienza è nel cuore di tutti, è negli occhi, è nei gesti, è nella paura di svegliarsi un giorno ed essere feriti di nuovo,è nelle lunghe file al metal detector per poter vedere i monumenti più importanti della capitale.
Il mondo cambia inesorabilmente ogni giorno, la gente cambia, gli americani cambiano, ma il loro ricordo, le loro torri, quelle ci saranno sempre, non saranno di certo degli attentatori a portargliele via, non sarà di certo il terrorismo o la paura.
Loro ci sono sempre, le torri fantasma, che dall'alto dei loro 411 metri spiccano su tutti i grattacieli per vegliare sulla città che ogni giorno, inesorabile, continua a muoversi proprio come 8 anni fa.
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